DISCIPLINARE

[ SIGNORE E SIGNORI BENVENUTI! RADICAL WINE NON È UNA FIERA, RADICAL WINE È L’ADUNANZA, RADICAL WINE È UN CONGRESSO TEMPORANEO D’UNA BICOCCA PERMANENTE ]

Radical Wine ricerca e sostiene vignaioli, agricoli custodi affini, che difendano, attraverso una marcata etica ambientale, la salubrità del proprio territorio salvaguardando la vita in ogni sua forma ed ambito. Una creazione artistica, quella del vino, che deve dunque assicurarsi un impegno morale minimalista, di sottrazione in ogni suo aspetto, che riguardi sì il mero discorso produttivo ma che riporti una coerente condotta da parte dei singoli vignaioli. La trama cardine del disciplinare di produzione di Radical Wine consta imprescindibilmente nell’assenza di pesticidi e nella messa al bando di qualsiasi prodotto di sintesi che riguardi una superficie agricola come la vigna. Creare Vino Naturale significa cooperare nel pieno rispetto del territorio, della vite e dei cicli naturali, eliminando l’utilizzo di chimica e tecnologica in genere. Dapprima in campo, successivamente in cantina, conservando l’unicità del vino dall’omologazione industriale. Tal idee coinvolgono vignaioli, organizzatori e gli stessi partecipanti che debbono riunirsi per poter dare sfogo ad una solida visibilità coesa. Radical Wine si prefigge questo livello di intenti.

L’obiettivo agronomico è quello di: mantenere se non aumentare, la fertilità microbiologica del suolo, la resistenza del sistema immunitario delle piante ai diversi patogeni, dunque la più alta possibile espressione d’equilibrio dell’ecosistema vigna.

LIMITI E DICHIARAZIONI NECESSARIE

• La superficie vitata, o predisposta a vigneto, non deve espandersi oltre i 10 ettari. Rare, esigue, affatto trascurabili eccezioni, mi consentono di valutare il parametro nello specifico, tramite il vignaiolo, per l’intera azienda.

• In 1 ettaro di vigna non posson esser presenti più di 7000 ceppi. Consapevole delle plurali distinzioni, vi sono un paio d’eccezioni agricole per territori specifici. Non è tollerata questa forma di costrizione per fini commerciali.

• Dichiarare gli ettari vitati, i quintali d’uva totali ricavati, i litri ottenuti e le bottiglie annue prodotte.

• Un’azienda che lavori secondo i parametri della produzione convenzionale, sia che essa sforni esigue o rilevanti quantità di bottiglie, sia che essa possieda esigue o rilevanti superfici vitate, non potrà comunque partecipar alla fiera, qualora decidesse di destinare una parte dei suoi vigneti e/o una parte della sua cantina alla produzione di vino naturale. Non potrà nemmen esserlo qualora essa acquisti vigneti e nuovi locali di vinificazione per il medesimo scopo.

• Il vignaiolo segue direttamente tutte le fasi di produzione, dalla vigna alla cantina sino alla bottiglia finita. Coltiva direttamente la propria terra, vinifica le proprie uve. Il singolo può sopperire ad un range massimo di 3-5 ettari, dunque è cruciale che vi sia stretta sinergia ed unione d’idee, oltre che d’intenti, con coloro i quali si sceglie di condurre la gestione.

• Se considerate la necessità di acquistare delle uve : debbono provenire da produttori biologici o biodinamici DEL MEDESIMO TERRITORIO in misura non superiore al 30% del totale delle uve. IN OGNI CASO È IMPRESCINDIBILE LA DICHIARAZIONE DEL NOME DELL’AZIENDA E DELL’AGRICOLTORE DA CUI LE SI HA ACQUISTATE, IN OGNI SINGOLO ANNO, SPECIFICANDO LA LOCALITÀ GEOGRAFICA.

• Dichiarare se ci sono vigne in affitto, specificando il nome dell’azienda proprietaria ed il nominativo della persona facente capo.

• Dichiarare se si vinifica nella propria cantina. In alternativa dichiarare presso quale struttura e/o azienda avviene la vinificazione ed il nominativo del titolare della cantina ospitante.

Dichiarare se l’imbottigliamento avviene nella propria cantina. Qualora non avvenisse nella medesima, dichiarare il nome dell’azienda presso quale si imbottiglia

• Se non si posseggono terreni , nemmeno in affitto, se non si possiede il proprio locale di vinificazione; dunque le uve, con cui l’azienda produce, sono superficialmente acquistate da terzi o amici, per cui la vinificazione avviene in aziende terze o amiche; ebbene, tal entità aziendali, sono bandite dalla fiera e dalla personale definizione d’agricoltore, impensabile quella di vignaiolo.

• Le aziende agricole definite produttrici di “vini naturali” qualora non avessero la propria cantina di vinificazione e/o imbottigliamento ma fossero in affitto, presso un’azienda convenzionale, con i muri, con o senza l’attrezzatura di vinificazione, SENZA locali separati di vinificazione: non possono partecipare alla fiera. Le aziende che hanno i locali separati devono comunque avere la mia fiducia oltre che visita. Ovviamente vengono escluse le casistiche degli affitti fittizi per poter vinificare in un proprio luogo, momentaneamente non a norma. Il problema nemmeno si pone se si è in affitto presso un’azienda che produce vini naturali.

•Viene bandito l’utilizzo del tappo a vite per qualsiasi chiusura d’una bottiglia di vino.

• Viene bandito l’imbottigliamento e la commercializzazione di vino in lattina e qualsiasi altro contenitore che l’organizzatore ritenga aberrante.

IN VIGNA

PRATICHE AMMESSE :

• Concimi d’origine organica: compost vegetale, letame maturo e/o pellettato.

• Sovesci, possibilmente con cognizione e non a calendario. L’eccesso di sostanza organica si manifesta in primavera con l’eccessiva presenza d’una singola specie floreale.

• Inerbimento spontaneo.

• Ripper o ripuntatore per preservare il contenuto della sostanza organica e dei microrganismi presenti nel suolo, consentendo al terreno di incrementare la capacità di drenaggio e migliorare i caratteri di permeabilità e aerazione dello stesso.

• Gestione dell’erba tramite lavorazioni manuali dunque meccaniche di sflacio.

• Prodotti a base di zolfo. Il limite massimo previsto è di 10 kg/ha all’anno. Con l’obiettivo d’una progressiva riduzione. Salvo ragionamenti specifici dal punto di vista climatico.

• Prodotti a base di rame. Il limite massimo previsto è di 4 kg/ha all’anno.

• Utilizzo di preparati biodinamici e microrganismi effettivi.

• Freman : Frequenze e Musica Armonico-Naturale. Induce il vino alla cosiddetta catalisi ristrutturativa: il vino cerca all’interno di sè stesso le condizioni di equilibrio di legami.

• Vendemmia manuale.

• Consentito l’utilizzo di viti incrociate dall’uomo ( vitigni resistenti ) o dalla natura stessa.

PRATICHE NON AMMESSE :

• Esclusa ogni concimazione derivante da prodotti chimici di sintesi, escluso ogni concime di origine minerale, esclu so ogni concime di origine organico-minerale nemmeno biologico.

• Sono banditi i pesticidi di origine sintetica penetranti nel sistema linfatico : sistemici.

• Sono banditi i diserbanti, i fungicidi e/o disseccanti.

• Banditi i pesticidi citotropici e l’uso di fosfiti/fosfonati.

• Bandita l’irrigazione della vigna salvo ragionamenti specifici nel merito con il singolo vignaiolo sulla problematica data la necessità di soccorso.

• Vietato l’uso di insetticidi chimici.

• Bandita la vendemmia meccanica.

• Bandito l’utilizzo di prodotti e/o viti OGM e viti di derivazione cisgenetica o ottenute da genome editing.

CONSIGLI :

• Per i prodotti a base di zolfo si consiglia vivamente di adoperare zolfo di miniera abbandonando, probabilmente in via graduale, lo zolfo di sintesi.

• Nelle consentite specifiche regionali eliminare le piretrine e/o i piretroidi sostituendoli con il bacillus thuringiensis, olio di neem, trappole feromoni.

• L’acquisto di uva è bene che venga limitato al solo scopo di sopperire ad un’annata particolarmente sfavorevole dal punto di vista climatico e/o dei patogeni nell’area di interesse.

• Non è visto di buon occhio l’utilizzo di bio plastica nella chiusura d’una bottiglia di vino, come il polimero della canna da zucchero, ed altri ” ingegnosi ” tappi che, sempre di plastica, sono apportatrici.

• È bene che un consulente di vigna e/o cantina non diventi l’unico fautore dei vini della cantina stessa.

IN CANTINA

• Utilizzo esclusivo di lieviti ambientali, selvaggi, presenti sulla buccia dell’uva ed in cantina nell’ambito d’una fermentazione alcolica spontanea.

• Escluso dunque l’utilizzo di lieviti selezionati commerciali (LSA) anche se di origine biologica e/o neutri.

• Viene altresì escluso l’utilizzo di lieviti, selezionati dal patrimonio delle proprie uve, moltiplicati e riprodotti in laboratorio.

• È altresì assolutamente vietato l’utilizzo di lieviti selezionati per la seconda fermentazione di qualsiasi Vino Metodo Classico e per qualsiasi tipologia di Vino Frizzante che sia rifermentato o ancestrale.

• Esclusione dell’apporto di qualsiasi prodotto di nutrimento, sostentamento, condizionamento quali possono essere le vitamine, i sali minerali, gli enzimi e i batteri lattici.

• Esclusione di ogni sistema di concentrazione ed essiccazione forzata.

• Esclusione di ogni manipolazione tesa ad accelerare e/o rallentare la fermentazione naturale del mosto e del vino.

• È consentito il BLANDO controllo della temperatura di fermentazione escludendo la pratica di criomacerazione delle uve e la macerazione prefermentativa a freddo INDOTTA. Si escludono trattamenti termici FORZATI inferiori a 22 °C per i vini bianchi.

• È vietata la chiarifica tramite decantazione a freddo INDOTTA dunque artificialmente procurata. Per cui bandite le piastre refrigeranti ed altre attrezzature atte a raffreddare i liquidi in post fermentazione. Tali attrezzature mantengono sistematicamente le temperature tra i 12 e i 16 °C . Le fresche temperature invernali sono sufficienti.

• È vietato l’utilizzo di ghiaccio secco per saturare i tini e/o la sua aspersione sulle uve vendemmiate.

• Esclusione di ogni azione chiarificante tramite bentonite, caseina, proteine animali o vegetali, nemmeno biologiche.

• La filtrazione altera l’equilibrio fisico-chimico naturale dei vini. La porosità dello strumento concesso per la filtrazione dei vini bianchi e rossi non può esser inferiore a 30 micron. Sono banditi i filtri a farina fossile.

• Esclusione totale dell’uso delle seguenti sostanze : scorze di lieviti, gomma arabica, mannoproteine, attivanti di fermentazione/starter, tannini enologici in ogni loro forma.

• Esclusione della pratica di acidificazione dei mosti con acido tartarico o citrico e/o di arricchimento con MCR.

• Esclusione delle pratiche di osmosi inversa e l’utilizzo dei rotomaceratori.

• L’anidride solforosa totale non potrà mai essere superiore a 50 mg/l per qualsiasi tipologia di vino.

• È vietato l’uso di azoto e/o argon, e/o anidride carbonica, e/o aria insufflata, per saturare contenitori o attrezzature come il macchinario di flottazione ATI adoperabile per una chiarifica dei vini, il quale comunque richiede enzimi e/o bentoniti.

• È vietato eliminare la presenza di anidride solforosa, solitamente con procedimenti fisici.

• È vietato aggiungere ed utilizzare solfato di rame ( CuSO4 ) per eliminare forzosamente le riduzioni nei vini.

CONSIGLI :

• È bene eliminare, probabilmente in via graduale, ogni pratica di filtrazione stessa dei vini. È ampiamente dimostrato che la porosità d’un filtro di 5-10 micron, modifica completamente l’aroma ed il gusto del liquido stesso, ovviando all’estrema necessaria qualità rigorosa delle uve stesse e della condotta agricola del vignaiolo.

• È bene eliminare, ogni forma di controllo di temperatura del vino stesso, fatta salva la corretta gestione della temperatura di cantina ed il volume dei tini stessi. Se l’ambiete di vinificazione fosse una grotta od un locale sufficientemente interrato: trattasi di gestione naturale della tempratura oltre che un meccanismo del freddo non indotto o forzato.

• Il piede di fermentazione o l’omeopatica solfitazione durante la fase fermentativa, tende a limitare l’imprevedibile slancio espressivo del pool di lieviti selvaggi, non è negata certo, la definizione di vino naturale, contestualmente, sarebbe bene abbandonare queste metodologie, a favore d’una solida sicurezza fermentativa, nitida come i vini scaturiti.

• È bene limitare l’anidride solforosa totale in bottiglia ad un valore soglia di 35 mg/l come punto di riferimento e lasciare il margine dei 50 mg/l per : annate problematiche a causa di patogeni o situazioni climatiche difficili, a fattori come l’esportazione o categorie di vini che abbiano zucchero residuo.

• È bene dichiarare apertamente con sincerità ogni pratica effettuata in vigna e cantina, così da poter costruire il dialogo della fiducia reciproca, nonché una fiera etica, morale, costellata da una veritiera selezione.

OBBLIGHI ALL’OSSERVANZA DEL REGOLAMENTO

• L’organizzatore, qualora lo ritenga, ha facoltà d’escludere, qualsiasi azienda, nonostante rientri negli specifici parametri.

• Verranno effettuate analisi di pesticidi multi residuali alle aziende partecipanti. Se verranno trovate tracce, nelle analisi dei pesticidi, per due anni consecutivi l’azienda verrà esclusa.

• DATE LE RECENTI SCOPERTE DI FUNGICIDI NEI PRODOTTI A BASE DI RAME E ZOLFO ( PER AUMENTARNE L’EFFICACIA ) IL RITROVO DEI PESTICDI VERRÀ SEMPRE PRIMA COMUNICATO, DISCUSSO E CHIARITO CON IL PRODUTTORE IN PRIMA PERSONA. IL DIALOGO È IL NOSTRO PRIMO OBIETTIVO.

• Verranno effettuate analisi sul quantitativo di anidride solforsa totale all’imbottigliamento.

• I risultati delle analisi verranno resi noti e pubblicati sul sito di Radical Wine per elogiare il lavoro e la trasparenza delle stesse.

[ Prima d’esser buono, il vino, dev’esser necessariamente vero ]

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